venerdì, dicembre 18, 2009

HO PROVATO "BIOWASHBALL", LA PALLINA CON AL SUO INTERNO LE SFERETTE DI CERAMICA CHE, PROMETTONO GLI INVENTORI, SERVIRA' AD ELIMINARE I DETERSIVI DALLE NOSTRE LAVATRICI E VI DICO UNA COSA: FUNZIONA!
(parte 1a)

Circa un anno fa sono venuto a sapere dell'esistenza di questa magica pallina che ha l'intenzione di sostituirsi a qualsiasi detersivo per lavatrice. Incuriosito ho fatto una rapida indagine per la rete. Anche il Grillo ne parla (sbraita) soddisfatto. Su internet invece domina, tanto per cambiare, grande confusione. Chi ne è entusiasta e chi la rigetta come un altro "fake".Ma la maggior parte dei contribuenti non l'ha provata. Nonostante sia scettico, non mi espongo a giudizi affrettati. L'ho acquistata dal sito ufficiale. 35 euro. Se la sfera magica funziona saranno ben spesi. Altrimenti, pazienza:

Primo lavaggio. Categoria: robe colorate. Pantaloni fumosi da postcenonedicapodanno perfettamente disintossicati. Felpa insozzata dal sugo pretrattata con chante clair e cestinata in lavatrice. Linda. Più altro bucato che pareva dire "sono soddisfatto".
E' prematuro parlare di successo? Non so, la prima battaglia lascia presagire che questa guerra si può vincere... E contro ogni previsione.
(fine prima parte)

giovedì, dicembre 17, 2009

Se questo è "amore"

Assistere all’ On. Ministro Castelli (Martedì sera, Ballarò, 21.30 circa) mentre sghignazza al professor Rodotà che “la violenza viene sempre da voi” mi ha ricordato la storia con il bue, l’asino e due corna difficili da ripartire. Assieme ad una decina di lezioni sulla non violenza tenute con ardore invidiabile da quell’industria di “amore” e “pace” che è la Lega Nord, di cui Castelli è, appunto, tra i più illustri rappresentanti. Le migliori potete ammirarle in “Camicie verdi”, bel documentario di Claudio Lazzaro uscito un paio danni fa, oppure nei vari spezzoni firmati “italia dei valori” che in questi giorni impazzano su youtube. Scoprirete così le gesta dell’ onorevole Borghezio e le sue coraggiose esternazioni contro “le merdacce meridionali e levantine”, versi gli immancabili "cornuti islamici di merda", oppure la pacatezza di Bossi mentre invita veneti e lombardi ad armarsi contro quella canaglia di Roma ladrona (che già allora gli garantiva uno stipendio di circa 15.000 euro mensili). Ed ancora Gentilini, il sindaco, leghista (toh!) di Treviso che invita ad "eliminare i bambini degli zingari". Potrei continuare per un paio d'ore, ma penso di aver dimostrato fin troppo a lungo in che maniera la Lega intenda dimostrare il proprio amore.

mercoledì, dicembre 16, 2009

La risposta di Berlusconi e del suo partito "ricorda una repubblica dell'Asia centrale". E a questo punto "i leader mondiali dovrebbero cominciare a prendere le distanze da un uomo simile".

Giornali e telegiornali di tutto il mondo continuano a seguire gli sviluppi del caso, riportando bollettini sullo stato di salute di Berlusconi e le conseguenze politiche dell'attacco. L'Independent nota che l'aggressore rischia una pena di cinque anni di carcere per il suo gesto e scrive che le statuine del Duomo di Milano, del tipo usato da Massimo Tartaglia per colpire Berlusconi, "si vendono più in fretta del panettone e sono addirittura esaurite in certe bancarelle del centro" nel capoluogo lombardo. Il Times pubblica invece una riproduzione di una statuina di Berlusconi sanguinante col volto tumefatto, rimarcando che va a ruba a Napoli e in altre città, dove alcuni la mettono fra le statuine del presepe.

Il francese Le Monde parla di "isteria" del dibattito politico italiano e scrive che "la statuetta lanciata al volto del Cavaliere a Milano somiglia molto al temuto epilogo di una lunga stagione di odio". Dopo aver analizzato la situazione sul versante dell'opposizione e dei media, il quotidiano definisce quello italiano "un clima da fine regno". E conclude che "Berlusconi ha poche possibilità di ottenere un quarto mandato nel 2013, al termine di quello in corso". Questo perché "debolezza politica, conflitto di interessi, fibrillazioni della maggioranza, esasperazione dell'opposizione, semplificazione del dibattito e saturazione dello spazio mediatico" constituiscono "un cocktail che forse è esploso il 13 dicembre (il giorno dell'aggressione, ndr) portanto a una prima risposta alla domanda che pone Berlusconi: "Perché tanto odio?"".
Rep.
Le mie previsioni di ieri (clicca 1), iniziano ad avverarsi (clicca 2).

Ribadisco: "Buona Fortuna!"
Alla pelliccia preferisco la "carne" (per aderire)

martedì, dicembre 15, 2009

La storia dei regimi molli e delle democrazie più deboli è spesso segnata dal trauma dell'attentato "codardo". Un modo pratico ed immediato per catalizzare l'emotività popolare e compattare quelle scaglie di società che fino all'attimo prima del "colpo d'arma" seguivano con dubbi e distacco le vicissitudini politiche. Paradossalmente quindi, l'attentato subito da Berlusconi, diventerà un boomerang in grado di decapitare le forme più vivaci di avversione all'attuale governo. Colpevoli di aizzare il fuoco d'odio che ha generato l'attentato:

1 Berlusconi diverrà ancor più inarrivabile. Non saranno permessi o tollerati comizi, striscioni, proteste in concomitanza con un convegno del PDL. Le trasmissioni "antipatiche" diverranno sempre di meno, il rischio d'estinzione sempre più insistente. Salutate pure il pertiniano "libero fischio in libera piazza".
2 Attraverso comunicati stampa e TV, ed in perfetto stile "post11settembre" verrà rivangata una dose quotidiana di paura ed apprensione. I portavoce del Governo rammenteranno il rischio giornaliero di nuovi e sempre più gravi attentati.
3
Gli organi di stampa del PDL verranno legittimati ad incentivare ed enfatizzare con propagande eterodosse le politiche di governo. In particolar modo quelle tese a limitare la libertà individuale e di comunicazione. Non per niente,
richiamando l'attenzione sui "casi limite", il Ministro Maroni intende legiferare e colpire quella libertà d'informare che oggi resiste senza intermediari e libera dalla supervisione di "garanti". Internet sarà l'ovvio protomartire.
4 Verrà sciolto il freno inibitorio che vincolava i servizi d'informazione pubblica ad una comunicazione pseudocorretta.Il Tg5 di ieri delle 13 è un valido esempio di come un telegiornale nazionale possa trasformarsi nel tritacarne per il piacere e gli interessi elettorali di un unico uomo.
5 Buona fortuna!

lunedì, dicembre 14, 2009

Dovrei parlare dell'attentato a Berlusconi. Di brutalità, odio, politico, civile, partitico. Non lo farò se non per denunciare il prevedibile opportunismo di una certa retorica che si appropria di un gesto isolato per allacciarlo ad un'assurda trama nazionale, di cui l'opposizione sarebbe il cinico regista sotterraneo. Con un fine subdolo e populistico, con una morale grezza e superficiale, con lo stesso istinto volgare e repressivo di chi commette un gesto inqualificabilmente violento, ma con in più la lucidità di chi è consapevole d'incitare la nazione ad un bailamme del quale non siamo in grado di prevedere una fine sereno.

domenica, dicembre 13, 2009

Égalitè

Siamo tutti parenti e si ritrovano curiose similitudini fra le facce delle tribù Moche in Perù, alcuni oggetti della Cina neolitica e i segni dei camuni. Ecco il motivo che spinge il nostro interesse oltre le ricerche scientifiche alla ricerca talvolta morbosa dei cugini dimenticati. Ecco la radice teorica che potrebbe legittimare una globalità sotterranea ben più trascinante di quella della rete mediatica. Anche se nel frattempo ogni nucleo ha tracciato il solco delle proprie abitudini e le ha poste come sedimento dell’altra parte di noi, sicché si parla ancora nahuatl in Messico e svizzero-tedesco a Berna. E allora come facevano a essere così svegli prima di noi, ammettendo il doppio registro del nostro comportamento, Shakespeare («custom is almost a second nature», The Two Gentlemen of Verona), Blaise Pascal («la costume est une seconde nature qui détruit la première», Pensées) e Schiller («Gewohnheit is eine zweite Natur, denn aus Gemeinen ist der Mensch gemacht», Wallenstein) quando non c’era ancora l’antropologia culturale?
Ph. D.

sabato, dicembre 12, 2009

Dopo Vittorio Mangano, ieri è nato un nuovo EROE.
Fortunatamente, come ben ricorda Sergio Romano:


"i processi non sono partite di calcio in cui ogni gol suscita spe­ranze di vittoria o timori di sconfitta. Sono percorsi logici in cui ogni ipotesi viene sottoposta a un esa­me della verità. Pensare che una testimonianza ba­sti da sola a pregiudicarne l’esito e che da essa si pos­sano trarre analisi politi­che è sbagliato. Ai giudici non serve in queste occa­sioni una tumultuante giu­ria popolare."

P.S.
A quelle fonti di purezza eterea chiamate "TG5" e "Tg1", ieri esultanti come avventori in un'anonima bettola per un gol di Inzaghi, ricordo che uno dei due Graviano ha solamente rinviato la propria deposizione.
Sulla prima pagina del Corriere della Sera un articolo sul Crocifisso (forse) erroneamente attribuito a Michelangelo e pagato a peso d'oro dallo Stato. Noi li avevamo anticipati di 8 mesi. Ecco.